Twitter in Italia: oltre 4 milioni di utenti e 120mila “Twitter Stars”

Una ricerca condotta lo scorso mese di Ottobre su 4.485 utenti Internet italiani ha disegnato il panorama dell’utilizzo dei Social Networks20121214_Twitter_1 da parte degli italiani. Oltre al dominio di Facebook e alla crescita di nuovi social networks tematici (es., Pinterest o Foursquare), l’indagine si è concentrata sull’analisi dell’utilizzo di Twitter: con oltre 4 milioni di utenti settimanali,  il social network è il secondo più popolare dopo Facebook e può contare su 1,25 milioni di utenti giornalieri. Le particolari funzionalità dello strumento di micro-blogging non potranno mai rendere  Twitter uno social network  di massa ma la sua influenza nella Rete, in particolare nel settore dell’informazione, ha assunto un peso rilevante.

Gli utenti settimanali di Twitter si possono raggruppare in quattro gruppi:

20121214_Twitter_21) Twitter? Nice to have
Non gli viene quasi mai in mente di dare un’occhiata a Twitter, non c’è un momento topico. Lo fa quando si annoia, in particolare nelle riunioni di lavoro, oppure (in particolare da device mobile) quando arriva una mail di notifica. Legge e scrive in egual misura: ai contenuti “impegnati” di politica e attualità preferisce programmi / serie TV, vita di personaggi famosi. Più iPhone che Smartphone user, poco Tablet PC.
Quanti sono: 30% degli utenti settimanali di Twitter, 1,4 milioni di individui
Utilizzo: pochi follower (media 38), pochi following (media 60), bassa frequenza di utilizzo.
Sociodemo: più donne che uomini, età media 35, giovani coppie con figli
Affinità con altri Social Network: bassa
Consumo d’informazione di attualità: basso, pochi quotidiani e poco di tutto

20121214_Twitter_32) Twitter? Mai più senza
L’uso di Twitter è frequente, la lettura riguarda soprattutto temi di politica, sport o attualità. Interesse attivo verso i commenti di altre persone e di personaggi influenti. Connettersi a Twitter è un rituale, non è una cosa che si fa di saltuariamente o di fretta: piace farlo con calma, nei momenti di pausa pranzo o nei momenti di attesa, durante le riunioni di lavoro. Lettura e scrittura sono ben bilanciati. Il 32% possiede e utilizza un Tablet.
Quanti sono: 26% degli utenti settimanali di Twitter, 1,2 milioni di individui
Utilizzo: molti follower (media 100) quanti following (media 102), elevata frequenza di utilizzo.
Sociodemo: donne e uomini in pari misura, età media 38
Affinità con altri Social Network: alta (quattro altri social oltre a Twitter, forti in particolare Tumblr e Pinterest)
Consumo d’informazione di attualità: elevato, fedeli ai quotidiani cartacei

20121214_Twitter_43) Twitter? Ah, sì…
L’uso di Twitter non è frequente anche se il network di amici è piuttosto esteso. Sono individui che sono arrivati su Twitter un po’ per caso, l’hanno usato per qualche tempo e ora lo hanno dimenticato. Non c’è coinvolgimento. Connettersi a Twitter avviene per caso, non è motivato da nessuna ragione particolare: capita di farlo, in particolare nel tempo libero e nei momenti di relax. Più lettura che scrittura, più smartphone che iPhone. Il 23% possiede e utilizza un Tablet.
Quanti sono: 26% degli utenti settimanali di Twitter, 1,2 milioni di individui
Utilizzo: follower poco sotto media (59 vs 65), following in media (84 vs 82), bassa frequenza
Sociodemo: donne e uomini in pari misura, età media 39
Affinità con altri Social Network: media
Consumo d’informazione di attualità: nella media dell’utenza Internet

20121214_Twitter_54) Twitto ergo sum
Usa Twitter in continuazione, in tutte le situazioni della giornata: Twitter è un gateway  verso il mondo. Twittano tanto ma leggono ancora di più, soprattutto su fatti di politica e cronaca, commenti e opinioni di giornalisti e blogger, programmi TV e sport. Lavorano e usano Twitter per ragioni collegate alla loro attività professionale. Metà di loro (48%) usa un Tablet, la quasi totalità ha un device mobile per stare sempre connesso in Rete. Poco interessati ai Tweet degli amici e dei brand.
Quanti sono: 2,5% degli utenti settimanali di Twitter, 120mila individui
Utilizzo: follower e following di pari numero e ampiamente sopra media, elevata frequenza
Sociodemo: uomini giovani, poche donne, età media 31, single, professionisti/imprenditori, laurea/master
Affinità con altri Social Network: elevata (in particolare con Pinterest, Foursquare e Instagram)
Consumo d’informazione di attualità: superiore alla media, anche per i quotidiani cartacei.

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Attenzione a Whatsapp

Un articolo di TechCrunch di qualche giorno fa ha portato all’attenzione uno dei fenomeni del momento sulla Rete. Il successo di Whatsapp non lascia indifferenti i grandi player e la piccola società californiana è entrata da qualche tempo nel mirino di Google e Facebook, che hanno forse già provato a fare un’offerta di acquisto. Whatsapp, fondata tre anni fa da due ex-Yahoo, ha finora rifiutato le offerte, almeno ufficialmente. Con soli 20 dipendenti e 8 milioni di finanziamento, continuerà da sola il lavoro di sviluppo e diffusione del suo semplicissimo servizio di messaggistica multi-piattaforma alternativo agli SMS. Nel mese di Ottobre 2011 la società ha gestito un traffico di 1 miliardo di messaggi a al giorno e nell’agosto di quest’anno ha superato il numero dei 10 miliardi al giorno: si tratta di 115.740 messaggi al secondo, come fieramente riportato sul blog della società.

Un fenomeno di queste proporzioni e che cresce di 10 volte in dieci mesi non può passare inosservato e non produrre conseguenze profonde. Gli SMS quindi moriranno presto e con essi svaniranno in pochi anni gli svariati miliardi di ricavi che le compagnie telefoniche sono riuscite a costruire su un sistema di bassi costi ed elevatissima marginalità.
Ma la grande attenzione su Whatsapp non deriva solo dalla natura disruptive del suo servizio. Ci sono almeno altre tre considerazioni da fare per comprendere l’importanza del fenomeno:

20121205_WhatsApp_01[1] Whatsapp sta tessendo la trama di un nuovo social network. Non si vede sul Web, come Facebook o Twitter, ma c’è. Ci sono centinaia di milioni di utenti nel mondo che hanno trasferito i propri contatti e le proprie relazioni su Whatsapp. Se Whatsapp costruisse un hub sul Web dove renderle visibili e fruibili, vedremmo emergere il tessuto di queste relazioni al momento nascoste. In poco tempo nascerebbe sul Web una convincente alternativa a Facebook. Facebook non ne sarebbe contenta;

 

20121205_WhatsApp_02[2] Il tasso di adozione del mobile Internet è esplosivo e Whatsapp ha costruito in questo contesto un servizio rilevante per l’utente, ben funzionante, cross-platform e (quasi) gratuito. In Italia al momento ci sono 12 milioni di individui con uno smartphone connesso a Internet e il loro numero aumenta del 30% all’anno. Gli smarpthone nel mondo sono un miliardo e in alcuni paesi emergenti, l’India per esempio, il traffico Interne da device mobile è superiore a quello prodotto con i PC tradizionali. Per Skype (Microsoft) e compagnie telefoniche Whatsapp è un problema;

20121205_WhatsApp_03[3] Whatsapp promuove il proprio servizio con un ingrediente ideologico molto forte: rifiuta di costruire un modello di business basato sulla pubblicità (sul sito si legge: “Remember, when advertising is involved you the user are the product”) e al momento la sola fonte di ricavo è costituita dalla vendita dell’applicazione. E’ chiaro, però, che se non sarà la pubblicità classica a mantenere in vita il servizio, dovrà essere qualche altra forma di valorizzazione della customer base, dal geo-targeting, al couponing, ai sistemi di pagamento da device mobile. Qui potrebbero essere in tanti ad avere un’opportunità.

Seguire il destino di Whatsapp è quindi molto istruttivo per comprendere la traiettoria di sviluppo del mobile Internet. Una nostra recente ricerca sull’utilizzo di Whatsapp in Italia presenta dei numeri già molto interessanti: 3 milioni di utenti quotidiani, per due terzi sotto i trent’anni e per due terzi uomini, 2 milioni su smartphone Android e 800mila su iOS.