Le interviste online sui device mobili

Non è che l’ultima conferma di una serie di evidenze sulla crescita impetuosa del mobile Internet in Italia: anche le compilazioni dei questionari di OpLine (il sistema campionario che Human Highway utilizza per ricavare le informazioni delle proprie ricerche) sono cresciute a tre cifre nel 2013 rispetto al 2012. Da poco più di 4 compilazioni da device mobile ogni 100 del 2012 siamo arrivati a 10 compilazioni su 100 prodotte da Smartphone e Tablet PC.

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L’incremento del 219% degli Smartphone con Android consente a questa famiglia di device di superare l’incidenza degli iPhone, cresciuti nel medesimo periodo “solo “ del 33%. Al momento il 3,7% delle compilazioni sono prodotte da individui che utilizzano uno Smartphone Android, mentre il 2,2% accede ai questionari usando un iPhone. Tra le due famiglie di device si inserisce l’iPad (3,2%), in crescita del 203% rispetto all’anno scorso. La crescita relativa più forte riguarda i TabletPC non iPad che, pur rimanendo sotto la soglia di meno di una compilazione su 100, mostrano un incremento notevole rispetto a 12 mesi fa.

 Il messaggio di questi numeri è di fondamentale importanza per chi, come Human Highway, basa una buona parte del proprio lavoro sulla relazione con le persone attraverso la Rete. Il “Mobile First” nella ricerca online si articola in una serie di punti a cui prestare particolare attenzione:

  • il Responsive Design dei questionari, per adattare automaticamente il layout delle pagine alla risoluzione e all’ambiente nelle quali vengono visualizzate (Desktop o Notebook di diverse risoluzioni, Tablet, Smartphone, TV, etc.);
  • l’ergonomia dei questionari: consigliamo da sempre di non esagerare con matricioni, item list infinite, pagine che scrollano, interviste troppo lunghe. Adesso abbiamo una ragione in più per suggerire ai nostri clienti di impostare domande semplici, al massimo due in una pagina, poche matrici, item list di dimensioni ridotte: la compilazione su un monitor touch da pochi pollici rende sostanzialmente impossibile adottare l’approccio dei questionari dell’era del CATI, una scelta che produrrebbe forti distorsioni (leggi: scarsa qualità) nei dati raccolti;
  • il segmento del Mobile Only: c’è una quota di popolazione online di dimensioni piccole ma significative (intorno al 4%, più di un milione di individui) che accede alla Rete utilizzando esclusivamente un device mobile. E’ un segmento che crescerà nei prossimi anni ed è fortemente caratterizzato per età e comportamenti di utilizzo della Rete. Non si può trascurare nei campioni che si pongono l’obiettivo di rappresentare la popolazione attiva su Internet e può essere raggiunto solo se il processo d’intervista è ottimizzato per i dispositivi mobili;
  • Colloqui, non interrogatori: anche questa è una peculiarità delle indagini online, ulteriormente accentuata dall’evoluzione verso il mobile: l’intervista online non può avere lo stile di quelle telefoniche, più simili spesso a un interrogatorio che a una conversazione. Non si può dare per scontato che chi compila un questionario d’indagine online trovi tutta la motivazione per arrivare fino in fondo, rispondendo anche in modo affidabile. Se già non era facile coinvolgere una persona davanti a un PC, figuriamoci con i device mobili, utilizzati mentre si è in giro, in coda al supermarket, in tram o dal dentista. L’intervista online funziona bene se è impostata come un percorso di ascolto, un’occasione d’intrattenimento e un dialogo.

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