La risonanza mediatica sui Social Networks

Il mese di Febbraio è stato molto intenso dal punto di vista mediatico. Le dimissioni di Benedetto XVI e le elezioni politiche hanno dato un fortissimo impulso all’attenzione del pubblico e la risonanza sui social network ha raggiunto il record storico. Nel mese di Febbraio 2013 sono stati condivisi oltre 55mila articoli sulle principali 40 testate online rispetto ai 38mila del Febbraio 2012 (+48%). I lettori del Web hanno prodotto su questo materiale informativo più di otto milioni di condivisioni rispetto ai 2,8 dello stesso mese del 2012 (+188%).

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Numero di articoli pubblicati in un determinato giorno (scala di sinistra) e numero medio di condivisioni prodotte sui medesimi articoli (scala di destra). I dati si riferiscono alle 40 testate sotto osservazione di UAC Meter

Il periodo più intenso è stato tra il 6 febbraio e il 7 marzo e il record di condivisioni è stato raggiunto dagli articoli pubblicati il 12 marzo, con 589mila segnalazioni, il 96% delle quali su Facebook.Il picco più elevato è stato prodotto il giorno successivo alle dimissioni di Papa Benedetto XVI ma tutto il mese si è mantenuto su livelli di attenzione e condivisione mai visti in precedenza: una media di quasi 300mila condivisioni per giorno e 150 per articolo.

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Le prime dieci testate per numero complessivo di condivisioni prodotte sugli articoli pubblicati tra il 6 Febbraio e il 7 Marzo 2013

Gli articoli più condivisi risultano quelli delle tre testate leader del fenomeno: Repubblica, Corriere e il Fatto Quotidiano. Più di metà delle condivisioni rilevate sulle 40 testate monitorate (precisamente il 54,5%) sono relative a contenuti pubblicati da Repubblica (con una quota del 29% in febbraio), Corriere (quota del 15%) e il Fatto Quotidiano (10%). L’elevata produzione di Repubblica avvantaggia la testata nel computo delle condivisioni complessive del periodo: i 5.504 articoli nel mese di Repubblica si devono mettere a confronto con i 3.557 di Corriere e i “soli” 2.063 de Il Fatto Quotidiano.

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Numero di articoli pubblicati dalle testate sotto osservazione nei trenta giorni intercorsi dal 6 Febbraio al 7 Marzo.

Tuttavia, se le condivisioni generate dagli utenti si mettono a confronto con il numero di articoli prodotti, il ranking si rimodula leggermente. In questo caso si tratta di misurare il numero medio di condivisioni per articolo (l’Amplifying Power di una testata) e si ottiene il valore massimo per Il Fatto Quotidiano (525 condivisioni medie per articolo in Febbraio), seguito da Repubblica (481 condivisioni per articolo) e Corriere (417). Su questo indicatore negli ultimi sei mesi si segnalano le buone performance di Huffington Post e di Internazionale, con una crescita dell’Amplifying Power superiore a 30 unità per mese.

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Numero medio di condivisioni per articolo pubblicato da una determinata testata nel periodo 6 Febbraio – 7 Marzo

Come già notavamo, oltre il 90% delle condivisioni sono Like e Share su Facebook. Solo una quota residuale riguarda le segnalazioni su Twitter, generalmente intorno al 6/7% del totale, ma esistono significative eccezioni: il numero medio di Tweets per articolo è massimo per IlPost e tra i tre grandi player si inseriscono diverse testate caratterizzate da volumi complessivi di condivisioni più contenuti e da una forte affinità con Twitter.

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Le prime dieci testate in ordine decrescente di numero medio di Tweet per articolo. I dati sono relativi ai 30 giorni intercorsi dal 6 Febbraio al 7 Marzo 2013

Puoi continuare a seguire il fenomeno consultando gratuitamente i dati di UAC Meter (login con LinkedIn).

Il boom dei contenuti video nelle notizie di attualità

A chi non è capitato di aprire l’homepage di un sito d’informazione e incappare in un video pubblicitario che parte automaticamente e si sovrappone al contenuto desiderato? Per continuare a leggere devi assestare subito un preciso colpo di mouse nella crocetta giusta in alto a sinistra (o a destra), sperando che l’audio non sia troppo alto per non disturbare le persone a casa o in ufficio. Un po’ come le zanzare d’estate o la pioggia d’inverno: questi video fastidiosi e non richiesti sono diventati una componente abituale del digital landscape di chi frequenta siti d’informazione.

Una prassi generata dalla forte domanda di online video advertising che quest’anno, secondo le stime di IAB Italia, ha registrato un aumento degli investimenti del +85% rispetto al 2011, arrivando a raccogliere 89 milioni di euro.

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La domanda di inserzione di clip pubblicitari video sul Web ha anche spinto i principali siti d’informazione a produrre un maggior numero di articoli basati su contenuti video in modo da poter offrire ulteriori spazi con i pre-roll. I dati di UAC Meter relativi a tutto il 2012 indicano che il 4% degli articoli delle 40 principali testate d’informazione online in Italia è prodotto usando dei contenuti video, circa 2.500 articoli ogni mese. Tuttavia, la quota di contenuti video riferita alle tre testate leader della diffusione social delle news, ovvero Repubblica, Corriere e il Fatto Quotidiano, raggiunge il 17%: su questi siti un articolo su sei propone un video.

L’offerta di articoli con contenuti video sui siti d’informazione online è cresciuta del 50% nell’ultimo anno. Ancora più forte è stata la crescita del numero di condivisioni associate a questo tipo di articoli: siamo passati da una media di 100mila condivisioni mensili nei primi mesi del 2012 al record delle 650mila condivisioni nel mese di Novembre 2012. In termini relativi si passa dal 4% dei primi mesi del 2012 (quattro condivisioni su 100 fatte su articoli basati su contenuti video) a oltre il 10% di Ottobre e Novembre dell’anno scorso. Negli ultimi tempi, quindi, una condivisione sociale su 10 è stata associata ad articoli che contenevano contenuti video.

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I video coinvolgono due sensi ed emozionano, incuriosiscono, fanno sorridere: non sorprende quindi che gli articoli con video siano condivisi con maggiore frequenza rispetto a quanto avviene per gli articoli testuali. Negli ultimi due mesi del 2012 gli articoli testuali raccolgono in media 94 condivisioni ciascuno mentre gli articoli con video 263, quasi tre volte tanto. Un anno fa tale rapporto era intorno alla parità.

Una buona notizia per le concessionarie degli editori: più attenzione, più coinvolgimento e più diffusione sosterranno il CPM pubblicitario dell’online video advertising nel prossimo anno.

La condivisione sociale delle notizie dei quotidiani

Nei 23 giorni di attività durante il mese di Novembre, UAC Meter ha conteggiato quasi 4 milioni di azioni di condivisione delle notizie dei quotidiani online italiani. Si tratta in gran parte (oltre il 98%) di “Like” su Facebook e solo in misura minore (poco più dell’1%) di segnalazioni della notizia su Twitter. I Plus su Google+ rappresentano lo 0,25% delle segnalazioni complessive.Numero di Like giornalieri in Novembre raccolti da articoli pubblicati sui Quotidiani online e sui News Websites
La media di Like per giorno sugli articoli dei principali quotidiani online (cioè quotidiani che hanno anche un’edizione cartacea) si attesta a 165 mila con il record il 333 mila il 30 novembre. Per i siti d’informazione che non hanno analoga edizione cartacea (News Websites) i numeri sono inferiori: media di 33 mila Like per giorno con un picco il 20 Novembre a 55.800. Sommando le segnalazioni prodotte sugli articoli dei quotidiani e su quelle dei siti d’informazione arriviamo alla stima di 6 milioni di Like nell’intero mese.

Esiste una precisa correlazione tra il numero di lettori del giorno medio e il numero di Like raccolti da una testata ma si notano alcune eccezioni significative. Per esempio, quella de Il Fatto Quotidiano, una testata capace di convertire più di altre l’attenzione dei propri lettori in Like e quindi di diffondere il proprio contenuto con maggior efficacia sui Social Networks.Elenco dei 10 articoli dei quotidiani online che hanno raccolto il maggior numero di segnalazioni sui Social Networks
Le dieci notizie dei quotidiani più condivise in Novembre sono mostrate qui a fianco. UAC Meter ne ha rilevate e misurate quasi 20mila nei 23 giorni di esercizio. La media dei Like su tutte le notizie monitorate è pari 204 ma solo 808 di queste (il 4,2% del totale) raggiungono e superano i 1.000 Like mentre tre su quattro non arrivano ai 100 Like. Prendendo invece gli articoli pubblicati dai News Websites la media dei Like per articolo scende a 54 e il 90% degli articoli non arriva a raccogliere 100 Like. In questo gruppo sale l’incidenza delle segnalazioni su Twitter (1,8% a fronte dell’1,1% dei quotidiani).

Il fenomeno ha un’elevata concentrazione: il 2,5% delle notizie produce il 50% dei Like e il restante 97,5% degli articoli si divide l’altra metà delle condivisioni. Solo poche notizie, quindi, appaiono capaci di imporsi al pubblico come degne di interesse per lo sharing sociale.Elenco dei 10 articoli dei quotidiani online che hanno raccolto il maggior numero di segnalazioni sui Social Networks
Altro dato interessante riguarda il contenuto degli articoli più segnalati sui Quotidiani Online e sui News Websites: considerando i primi dieci di ciascun gruppo non si trova neanche un duplicato. Le notizie più popolari sui quotidiani non sono quelle dei siti di news, un risultato da approfondire meglio in futuro e che suggerisce la conclusione che i comportamenti di fruizione degli utenti siano decisamente diversi nei due gruppi di editori.

Puoi prelevare qui un estratto dei dati di UAC Meter di Novembre,  in format MS Excel.

“I Like” della settimana nelle news del Web

Giorni intensi quelli passati, in termini mediatici. La crisi di governo ha catturato l’attenzione dei media e le conversazioni online si sono concentrate sugli eventi dell’attualità politica. In questi casi la partecipazione è intensa, l’emozione forte, le posizioni diventano nette e tutti hanno un’opinione da supportare con analisi e argomentazioni. Quindi, nulla di meglio che citare un articolo in cui ci si riconosce.
Questo fenomeno è ben rappresentato dal numero di “Like” che gli articoli dei quotidiani online hanno raccolto nei giorni recenti. Se in condizioni normali i valori di Like per gli articoli più popolari sono nell’ordine di qualche migliaio, negli ultimi giorni siamo arrivati vicini ai 10.000 e un articolo in particolare ne ha raccolti più di 30.000 nel giro di meno di 48 ore. Si tratta del pezzo “E’ stato bello” di Marco Travaglio, il killer article dell’informazione online di questi giorni. L’articolo di Travaglio ha raccolto un’enorme attenzione e prodotto altrettanta amplificazione. L’attenzione è stata in una prima fase generata dalla comparsa dell’articolo in homepage de Il Fatto Quotidiano.

In una fase successiva lettori e Like sono arrivati sul pezzo cliccando sulle migliaia di link distribuiti sui social networks (Facebook in particolare), fenomeno che ha a sua volta aumentato il numero di Like, richiamando altre persone sulla pagina. Una reazione a catena, spontanea ed esplosiva, che si è autoalimentata per più di 48 ore, come si vede dal grafico qui a sinistra.
Benvenuti nell’era dell’informazione partecipata e amplificata dagli utenti: lo User Generated Content sarà sempre di pochi. Editori e lettori insieme alimentano invece la nuova dinamica di diffusione delle notizie, lo User Amplified Content, il nuovo fenomeno di massa nell’informazione. In questo senso la Rete sarà un mass medium.