Evoluzione dell’informazione online

La ricerca di Banzai Media e Human Highway è giunta quest’anno alla sesta edizione. L’analisi si svolge dal 2009 ogni anno all’inizio dell’estate per seguire i cambiamenti prodotti dalle nuove tecnologie e dai nuovi stili di ricerca, consumo e partecipazione dei contenuti d’informazione.

Le tre direttrici evolutive sono individuate [1] nell’accesso mobile ai contenuti, [2] nella progressiva differenziazione tra prodotti editoriali a pagamento e prodotti gratuiti e [3] nella relazione sempre più stretta tra i siti d’informazione e i Social Networks.

 

[1] L’accesso mobile alla Rete e ai contenuti d’informazione

La quota di utenti Internet che s’informa abitualmente via App su dispositivi mobili ha raggiunto il 20,4% del totale, circa 6 milioni di individui. L’insieme dei lettori di notizie via device mobile è in buona parte sovrapposto ai lettori dei quotidiani online. La quota di non lettori d’informazione di attualità raggiunge il minimo delle rilevazioni degli ultimi cinque anni: l’online è un formidabile veicolo d’informazione.

Penetrazione di tre diversi segmenti di lettori di informazione di attualità all’interno dell’utenza Internet italiana

Il segmento dei fruitori abituali d’informazione online (Web, mobile/App) sale nel 2014 al 48,7% degli utenti Internet maggiorenni, cioè 14 milioni di individui. La dimensione del segmento ha subito una forte accelerazione dal 2012 in conseguenza della diffusione dei device mobili e dell’aumento della frequenza di utilizzo dei servizi online in genere. Le tre famiglie di device per accedere alla Rete sono ampiamente diffuse nell’utenza Internet italiana. Il segmento di chi utilizza solo il Personal  Computer è ormai minoritario (37,4%) e gli utenti abituali di Smartphone superano la metà della popolazione online.

Analisi di sovrapposizione di tre segmenti di utenti Internet definiti sulla base dei dispositivi abitualmente utilizzati per accedere ai servizi online

Analisi di sovrapposizione di tre segmenti di utenti Internet definiti sulla base dei dispositivi abitualmente utilizzati per accedere ai servizi online

La crescita degli utenti in mobilità produce l’effetto della moltiplicazione dei device abitualmente utilizzati per accedere a Internet: si passa dagli 1,9 medi del 2011 ai 2,2 device medi per utente del 2013 fino ai 2,5 del 2014. Più device significa più consumo di servizi online, in particolare messaggistica, social network e lettura di news

Gli utenti Internet in mobilità (su Smartphone e/o Tablet) raggiungono i 19 milioni, in crescita del 29% rispetto ai 14,7 milioni di un anno fa. La grande maggioranza (95%) di chi utilizza dispositivi mobili per accedere alla Rete dichiara di aver installato delle App e, tra coloro che utilizzano regolarmente App sui dispositivi mobili, il 70% dispone di un’App d’informazione: si tratta in definitiva di circa 11 milioni di individui, in crescita rispetto ai 7 milioni di un anno fa.

Identificazione dell'insieme dei lettori abituali d'informazione via App su dispositivi mobili

Identificazione dell’insieme dei lettori abituali d’informazione via App su dispositivi mobili

Dall’insieme degli utenti mobili si origina il segmento dei lettori  abituali di notizie online in mobilità tramite App:  sei milioni di individui che dichiarano di utilizzare le App d’informazione  almeno quattro volte alla settimana.

Chi ha fatto esperienza di lettura su tutti i formati non ha dubbi: la miglior esperienza di lettura non è quella che si ottiene dal prodotto cartaceo (il 38,5% preferisce l’App, il 15% la carta) . La quota di chi preferisce la carta è leggermente calante negli ultimi anni e perde progressivamente appeal la lettura di quotidiani online, sui siti Web.

 

[2] La diversificazione dei prodotti gratuiti e a pagamento

L’evoluzione dell’informazione online si può suddividere in tre fasi evolutive negli ultimi 18 anni:

  1. Prima fase, anni ’90: il formato Web è la replica digitale del prodotto cartaceo
  2. Seconda fase, nella prima metà anni 2000: stessi contenuti ma differenze crescenti nelle funzionalità e nella tempestività di aggiornamento tra carta e online
  3. Dal 2006 in poi due prodotti progressivamente divergenti: uno aperto, partecipativo e real-time per l’ambiente interattivo e uno chiuso, statico, per la lettura approfondita, anche offline

Il risultato è che oggi molti editori di derivazione cartacea offrono due prodotti editoriali digitali profondamente diversi:

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Quasi 1,2 milioni di individui dispongono di almeno un abbonamento a pagamento a un servizio d’informazione digitale. La stima che si può trarre da questo numero porta al numero di circa 1,8 milioni di abbonamenti attivi, una cifra coerente con i dati di ADS relativi alle digital edition di quotidiani, settimanali e mensili. La crescita è rallentata negli ultimi mesi e lascia intendere che non possa continuare al ritmo visto nel recente passato (raddoppio anno su anno). Per il prossimo anno si può stimare una crescita annuale vicina al 40%. Attraverso i tablet e le app l’industria dell’informazione di attualità sta finalmente ottenendo dei ricavi significativi. Nell’ultimo anno la diffusione dei principali quotidiani (perimetro di ADS) ha perso oltre 400mila copie cartacee e nello stesso periodo si sono aggiunti 187mila abbonamenti digitali (la cui gestione, però, è meno onerosa della carta).

20140910_5La penetrazione dei tablet è ancora limitata a un utente su tre (era uno su cinque solo un anno fa) ma da qui a tre anni cresceranno a due su tre e i potenziali lettori di Digital Edition raddoppieranno rispetto a oggi. Tuttavia, mentre la crescita della diffusione dei tablet rimane sostenuta, la crescita di abbonamenti digitali sta già rallentando. Il segnale indica che il segmento dei fruitori di informazione in formato ‘’digital edition’’ è stato velocemente saturato e l’acquisizione di nuovi lettori sarà più difficile in futuro.

Per questo motivo gli editori sono oggi alla ricerca di una maggiore diversificazione delle fonti di ricavo, oltre il binomio abbonamento/pubblicità applicato da un centinaio di anni.

 

[3] L’attività di condivisione delle notizie sui Social

Migliaia di condivisioni per giorno degli articoli rilevati sull'homepage di una quarantina di testate d'informazione online italiane. Gli articoli individuati e misurati ogni giorno sono circa 2.500

Migliaia di condivisioni per giorno degli articoli rilevati sull’homepage di una quarantina di testate d’informazione online italiane. Gli articoli individuati e misurati ogni giorno sono circa 2.500

L’andamento del numero di condivisioni degli articoli rilevati su quaranta testate d’informazione di attualità mostra un trend di crescita costante e sostenuto: negli ultimi 38 mesi il numero di condivisioni degli articoli sui tre social network è aumentato del 400%, passando dalle 100mila medie di fine 2011 alle 500mila medie della primavera 2014.

Il numero medio di condivisioni per articolo (amplifying power) mostra un trend in crescita del 200% negli ultimi 38 mesi. L’amplifying power cresce meno del numero di condivisioni mostrate nel grafico qui sopra perché nello stesso periodo è aumentato (più o meno raddoppiato) il numero di articoli prodotti dalle testate sotto osservazione. La media della primavera 2014 è di 232 condivisioni per singolo articolo pubblicato: il dato varia molto da testata e testata e dipende in modo significativo dal tema trattato.

Il grafico mette in evidenza la correlazione tra il traffico al sito web acquisito dai Social e il numero medio di condivisioni per articolo: all’aumentare dell’attività di condivisione aumenta il peso dei social come referral al sito Web dell’editore. La dimensione della bolla rappresenta il numero di visite medie giornaliere (il dato delle visite è fornito da SimilarWeb)

Relazione tra il traffico al sito Web acquisito dai Social e il numero medio di condivisioni per articolo: l’aumento delle condivisione si accompagna a un maggior peso dei social come referral al sito Web dell’editore. La dimensione della bolla rappresenta il numero di visite medie giornaliere (il dato delle visite è fornito da SimilarWeb)

La correlazione tra il numero medio di condivisioni per articolo e la quota di traffico al sito proveniente dai Social Network è evidente. Le 40 testate presenti nel grafico mostrato qui a destra sviluppano circa 11 milioni di visite per giorno (dati SimilarWeb, mese di Giugno 2014), il 20% delle quali si stimano arrivino dai Social Network (nella stragrande maggioranza dal solo Facebook): 2,2 milioni di visite sono quindi prodotte dalle 500mila condivisioni quotidiane degli articoli delle stesse testate.

Ogni condivisione vale 4,4 visite social-driven: la condivisione genera un numero maggiore di occasioni d’incontro tra i lettori e il contenuto della testata. Chi condivide stimola la lettura e, talvolta, genera la visita di follower, amici e fan sulle pagine del sito Web della testata.

I siti d’informazione sono quindi definitivamente pluggati nei social. Dai social (leggi: Facebook) dipende una quota consistente del loro traffico Web, sul quale si basano i ricavi pubblicitari. La dittatura dell’audience ha disegnato prodotti editoriali in cui lo stile e l’agenda sono influenzati dalla ricerca della massimizzazione dei volumi di consumo. La dinamica della condivisione sociale spinge ulteriormente in questa direzione. Molti prodotti Web e gratuiti dei quotidiani cartacei e dei nuovi editori pure digital si sono trasformati in tabloid d’intrattenimento.

’L’ha detto la Televisione!’: la prima fonte di conoscenza della notizia rimane la televisione, con grande vantaggio rispetto agli altri mezzi, su valori stabilmente compresi tra il 40 e il 50% delle rilevazioni negli ultimi quattro anni
’L’ho letto su Facebook!’: l’impatto di Facebook come fonte di prima informazione sale dal 5% degli utenti Internet nel 2011 al 14% del 2014.

La versione completa dell’indagine è disponibile sul canale di Human Highway su SlideShare.

UAC Trend 2013-2014

In Human Highway osserviamo con continuità da due anni e mezzo il fenomeno della diffusione spontanea sui Social Network degli articoli delle principali testate editoriali online in Italia. Le testate al momento sotto osservazione sono 45 e pubblicano online una media di 2.300 articoli per giorno (di più nei giorni feriali, meno nei weekend). Il sistema di rilevazione del fenomeno, UAC meter, individua gli articoli pubblicati sui siti delle testate e ne misura la popolarità sociale in termini di numero like, share, tweet/retweet, plus prodotti dai lettori su Facebook, Twitter e Google Plus.

Numero di condivisioni per giorno degli articoli individuati sulle testate sotto osservazione

Numero di condivisioni per giorno degli articoli individuati sulle testate sotto osservazione

I dati acquisiti a partire da novembre 2011 consentono di descrivere la dinamica della condivisione sociale delle notizie sul lungo periodo di quasi 30 mesi. Dall’osservazione dei trend in atto possiamo individuare le seguenti evidenze:

  • L’aumento costante dei volumi: nel mese di febbraio 2014 sono state prodotte oltre mezzo milioni di condivisioni di articoli nel giorno medio, in crescita dell’80% rispetto al medesimo periodo del 2013. Nello stesso periodo gli utenti italiani dei Social Network sono cresciuti con una dinamica molto più contenuta (intorno al 10%). Dobbiamo quindi concludere che aumenta l’attività dei singoli individui e si diffonde l’abitudine di condividere in modo sempre più frequente gli articoli che si leggono sulle principali testate online;
  • La differenza tra le testate: il ritmo di crescita della condivisione è molto diverso tra le diverse testate. A parte l’aumento clamoroso de Il Mattino (30 volte in un anno), forti accelerazioni hanno riguardato Fanpage (+386%), il Messaggero (+359%), Wired (+354%). Dall’altro versante si nota la sostanziale stabilità de Il Sole 24Ore (+4% anno su anno) e l’unico dato in calo per Il Corriere (-17%).
  • La stabilità delle “quote di mercato” dei tre social network presi in esame, anzi, un leggero ulteriore passo avanti di Facebook nell’assoluto dominio del fenomeno: il 95,1% delle condivisioni di articoli nel mese di febbraio 2014 è prodotto su Facebook (era il 93,4% nel medesimo periodo del 2013) mentre la quota di Twitter passa dal 5,8% di febbraio 2013 al 3,9% di febbraio 2014. Stabile G+ con un punto percentuale di quota.
Totale delle condivisione prodotte su alcune delle maggiori testate (ordinate per numero di condivisioni nel periodo gennaio-febbraio 2014). La percentuale a destra indica ala variazione rilevata nel medesimo periodo del 2014 rispetto al 2013

Totale delle condivisione prodotte su alcune delle maggiori testate (ordinate per numero di condivisioni nel periodo gennaio-febbraio 2014). La percentuale a destra indica ala variazione rilevata nel medesimo periodo del 2014 rispetto al 2013

 

L’Amplificazione sociale dell’informazione di attualità

Nel primo giorno del Festival del Giornalismo di Perugia Human Highway presenta i nuovi risutalti sulla dinamica di diffusione spontanea delle notizie di attualità attraverso i Social Network. Il tema sarà trattato il 24 aprile 2013 nel panel dal titolo “Social (In)ability”, moderato da Pier Luca Santoro e con la partecipazione di  Giacomo Fusina, CEO di Human Highway, Vincenzo Cosenza di BlogMeter, social media strategist di riconosciuto valore a livello internazionale, Daniele Chieffi, esperto di Online Media Relations e autore di OLMR, Maurizio Tesconi, figura chiave nello sviluppo di  Social Trends, un’applicazione web che ha come obiettivo il monitoraggio, l’analisi e lo studio dei social media e della loro evoluzione nel tempo e Renato Vichi, Head of Media Relations Italy and Senior Vice President di Unicredit.

Per l’occasione Human Highway ha sviluppato un widget interattivo di presentazione dei dati del fenomeno, relativi al mese di Marzo 2013. Una quota rilevante di traffico sui siti d’informazione è prodotta da link postati sui Social Networks (Facebook in particolare): gli articoli più condivisi dai lettori diventano le entry pages dei siti che li hanno prodotti. Questi articoli diventano di fatto gli “ambasciatori della testata” sui Social Networks e la forza della loro condivisione è proporzionale alla forza di engagement del brand editoriale e alla rilevanza dei contenuti della notizia.

La risonanza mediatica sui Social Networks

Il mese di Febbraio è stato molto intenso dal punto di vista mediatico. Le dimissioni di Benedetto XVI e le elezioni politiche hanno dato un fortissimo impulso all’attenzione del pubblico e la risonanza sui social network ha raggiunto il record storico. Nel mese di Febbraio 2013 sono stati condivisi oltre 55mila articoli sulle principali 40 testate online rispetto ai 38mila del Febbraio 2012 (+48%). I lettori del Web hanno prodotto su questo materiale informativo più di otto milioni di condivisioni rispetto ai 2,8 dello stesso mese del 2012 (+188%).

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Numero di articoli pubblicati in un determinato giorno (scala di sinistra) e numero medio di condivisioni prodotte sui medesimi articoli (scala di destra). I dati si riferiscono alle 40 testate sotto osservazione di UAC Meter

Il periodo più intenso è stato tra il 6 febbraio e il 7 marzo e il record di condivisioni è stato raggiunto dagli articoli pubblicati il 12 marzo, con 589mila segnalazioni, il 96% delle quali su Facebook.Il picco più elevato è stato prodotto il giorno successivo alle dimissioni di Papa Benedetto XVI ma tutto il mese si è mantenuto su livelli di attenzione e condivisione mai visti in precedenza: una media di quasi 300mila condivisioni per giorno e 150 per articolo.

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Le prime dieci testate per numero complessivo di condivisioni prodotte sugli articoli pubblicati tra il 6 Febbraio e il 7 Marzo 2013

Gli articoli più condivisi risultano quelli delle tre testate leader del fenomeno: Repubblica, Corriere e il Fatto Quotidiano. Più di metà delle condivisioni rilevate sulle 40 testate monitorate (precisamente il 54,5%) sono relative a contenuti pubblicati da Repubblica (con una quota del 29% in febbraio), Corriere (quota del 15%) e il Fatto Quotidiano (10%). L’elevata produzione di Repubblica avvantaggia la testata nel computo delle condivisioni complessive del periodo: i 5.504 articoli nel mese di Repubblica si devono mettere a confronto con i 3.557 di Corriere e i “soli” 2.063 de Il Fatto Quotidiano.

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Numero di articoli pubblicati dalle testate sotto osservazione nei trenta giorni intercorsi dal 6 Febbraio al 7 Marzo.

Tuttavia, se le condivisioni generate dagli utenti si mettono a confronto con il numero di articoli prodotti, il ranking si rimodula leggermente. In questo caso si tratta di misurare il numero medio di condivisioni per articolo (l’Amplifying Power di una testata) e si ottiene il valore massimo per Il Fatto Quotidiano (525 condivisioni medie per articolo in Febbraio), seguito da Repubblica (481 condivisioni per articolo) e Corriere (417). Su questo indicatore negli ultimi sei mesi si segnalano le buone performance di Huffington Post e di Internazionale, con una crescita dell’Amplifying Power superiore a 30 unità per mese.

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Numero medio di condivisioni per articolo pubblicato da una determinata testata nel periodo 6 Febbraio – 7 Marzo

Come già notavamo, oltre il 90% delle condivisioni sono Like e Share su Facebook. Solo una quota residuale riguarda le segnalazioni su Twitter, generalmente intorno al 6/7% del totale, ma esistono significative eccezioni: il numero medio di Tweets per articolo è massimo per IlPost e tra i tre grandi player si inseriscono diverse testate caratterizzate da volumi complessivi di condivisioni più contenuti e da una forte affinità con Twitter.

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Le prime dieci testate in ordine decrescente di numero medio di Tweet per articolo. I dati sono relativi ai 30 giorni intercorsi dal 6 Febbraio al 7 Marzo 2013

Puoi continuare a seguire il fenomeno consultando gratuitamente i dati di UAC Meter (login con LinkedIn).

Il boom dei contenuti video nelle notizie di attualità

A chi non è capitato di aprire l’homepage di un sito d’informazione e incappare in un video pubblicitario che parte automaticamente e si sovrappone al contenuto desiderato? Per continuare a leggere devi assestare subito un preciso colpo di mouse nella crocetta giusta in alto a sinistra (o a destra), sperando che l’audio non sia troppo alto per non disturbare le persone a casa o in ufficio. Un po’ come le zanzare d’estate o la pioggia d’inverno: questi video fastidiosi e non richiesti sono diventati una componente abituale del digital landscape di chi frequenta siti d’informazione.

Una prassi generata dalla forte domanda di online video advertising che quest’anno, secondo le stime di IAB Italia, ha registrato un aumento degli investimenti del +85% rispetto al 2011, arrivando a raccogliere 89 milioni di euro.

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La domanda di inserzione di clip pubblicitari video sul Web ha anche spinto i principali siti d’informazione a produrre un maggior numero di articoli basati su contenuti video in modo da poter offrire ulteriori spazi con i pre-roll. I dati di UAC Meter relativi a tutto il 2012 indicano che il 4% degli articoli delle 40 principali testate d’informazione online in Italia è prodotto usando dei contenuti video, circa 2.500 articoli ogni mese. Tuttavia, la quota di contenuti video riferita alle tre testate leader della diffusione social delle news, ovvero Repubblica, Corriere e il Fatto Quotidiano, raggiunge il 17%: su questi siti un articolo su sei propone un video.

L’offerta di articoli con contenuti video sui siti d’informazione online è cresciuta del 50% nell’ultimo anno. Ancora più forte è stata la crescita del numero di condivisioni associate a questo tipo di articoli: siamo passati da una media di 100mila condivisioni mensili nei primi mesi del 2012 al record delle 650mila condivisioni nel mese di Novembre 2012. In termini relativi si passa dal 4% dei primi mesi del 2012 (quattro condivisioni su 100 fatte su articoli basati su contenuti video) a oltre il 10% di Ottobre e Novembre dell’anno scorso. Negli ultimi tempi, quindi, una condivisione sociale su 10 è stata associata ad articoli che contenevano contenuti video.

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I video coinvolgono due sensi ed emozionano, incuriosiscono, fanno sorridere: non sorprende quindi che gli articoli con video siano condivisi con maggiore frequenza rispetto a quanto avviene per gli articoli testuali. Negli ultimi due mesi del 2012 gli articoli testuali raccolgono in media 94 condivisioni ciascuno mentre gli articoli con video 263, quasi tre volte tanto. Un anno fa tale rapporto era intorno alla parità.

Una buona notizia per le concessionarie degli editori: più attenzione, più coinvolgimento e più diffusione sosterranno il CPM pubblicitario dell’online video advertising nel prossimo anno.

La condivisione sociale delle notizie dei quotidiani

Nei 23 giorni di attività durante il mese di Novembre, UAC Meter ha conteggiato quasi 4 milioni di azioni di condivisione delle notizie dei quotidiani online italiani. Si tratta in gran parte (oltre il 98%) di “Like” su Facebook e solo in misura minore (poco più dell’1%) di segnalazioni della notizia su Twitter. I Plus su Google+ rappresentano lo 0,25% delle segnalazioni complessive.Numero di Like giornalieri in Novembre raccolti da articoli pubblicati sui Quotidiani online e sui News Websites
La media di Like per giorno sugli articoli dei principali quotidiani online (cioè quotidiani che hanno anche un’edizione cartacea) si attesta a 165 mila con il record il 333 mila il 30 novembre. Per i siti d’informazione che non hanno analoga edizione cartacea (News Websites) i numeri sono inferiori: media di 33 mila Like per giorno con un picco il 20 Novembre a 55.800. Sommando le segnalazioni prodotte sugli articoli dei quotidiani e su quelle dei siti d’informazione arriviamo alla stima di 6 milioni di Like nell’intero mese.

Esiste una precisa correlazione tra il numero di lettori del giorno medio e il numero di Like raccolti da una testata ma si notano alcune eccezioni significative. Per esempio, quella de Il Fatto Quotidiano, una testata capace di convertire più di altre l’attenzione dei propri lettori in Like e quindi di diffondere il proprio contenuto con maggior efficacia sui Social Networks.Elenco dei 10 articoli dei quotidiani online che hanno raccolto il maggior numero di segnalazioni sui Social Networks
Le dieci notizie dei quotidiani più condivise in Novembre sono mostrate qui a fianco. UAC Meter ne ha rilevate e misurate quasi 20mila nei 23 giorni di esercizio. La media dei Like su tutte le notizie monitorate è pari 204 ma solo 808 di queste (il 4,2% del totale) raggiungono e superano i 1.000 Like mentre tre su quattro non arrivano ai 100 Like. Prendendo invece gli articoli pubblicati dai News Websites la media dei Like per articolo scende a 54 e il 90% degli articoli non arriva a raccogliere 100 Like. In questo gruppo sale l’incidenza delle segnalazioni su Twitter (1,8% a fronte dell’1,1% dei quotidiani).

Il fenomeno ha un’elevata concentrazione: il 2,5% delle notizie produce il 50% dei Like e il restante 97,5% degli articoli si divide l’altra metà delle condivisioni. Solo poche notizie, quindi, appaiono capaci di imporsi al pubblico come degne di interesse per lo sharing sociale.Elenco dei 10 articoli dei quotidiani online che hanno raccolto il maggior numero di segnalazioni sui Social Networks
Altro dato interessante riguarda il contenuto degli articoli più segnalati sui Quotidiani Online e sui News Websites: considerando i primi dieci di ciascun gruppo non si trova neanche un duplicato. Le notizie più popolari sui quotidiani non sono quelle dei siti di news, un risultato da approfondire meglio in futuro e che suggerisce la conclusione che i comportamenti di fruizione degli utenti siano decisamente diversi nei due gruppi di editori.

Puoi prelevare qui un estratto dei dati di UAC Meter di Novembre,  in format MS Excel.

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