Net Retail 2014

20150316_CE’ stato oggi rilasciato al pubblico l’ultimo numero di Net Retail, la ricerca trimestrale sugli acquisti online degli italiani. L’anno si chiude con oltre 200 milioni di transazioni originate dai 16,4 milioni di acquirenti italiani (11 milioni dei quali acquirenti assidui, responsabili dell’88% del giro d’affari) e un valore complessivo di 17,6 miliardi di euro, 14,4 dei quali saldati con carte di credito. La spesa per prodotti contribuisce al 52% del totale ed è fortemente modulata durante l’anno: più elevata durante gli ultimi mesi dell’anno e meno nei mesi estivi, durante i quali i servizi (in particolare quelli turistici) raggiungono il massimo peso relativo, oltre il 40%.

La quota di acquisti di prodotti fisici è segnata da un trend di lungo periodo di costante ascesa negli ultimi anni, indice della maturazione del comportamento di acquisto online degli italiani. L’attuale momento di sviluppo è ben descritto dalla fioritura di una sempre maggior scelta nelle modalità di ritiro e consegna dei prodotti acquistati online. Al momento è ancora largamente prevalente la consegna sul ritiro (94% a 6% degli acquisti), a causa dell’offerta dei maggiori merchant, principalmente costruita sulla consegna a domicilio. Il passaggio dall’eCommerce all’era del Net Retail di massa corrisponde anche a un cambio di paradigma nel percorso di acquisto.

 

Il 26% degli acquirenti online che acquista più spesso prodotti fisici sviluppa il 56% delle consegne. Più della metà delle movimentazioni dei pacchi a seguito di acquisti online sono generate da 3,5 milioni di individui

 

Se nell’eCommerce di una volta l’acquirente online doveva adeguarsi al modello “trovo-compro, pago-ricevo a domicilio, eventualmente rendo con percorso inverso”, oggi l’acquirente digitale costruisce il proprio customer journey consultando in momenti diversi i touch point on e offline, scegliendo come pagare, come ricevere il bene e quali servizi aggiuntivi richiedere. In una dinamica del genere è il sistema dell’offerta che si deve adeguare allo stile di acquisto del consumatore, ed è ciò che sta avvenendo.

Diversi fattori suggeriscono che l’attuale ripartizione 94/6 tra consegna e ritiro cambierà in modo significativo in futuro, già a partire dal 2015, e sarà meno sbilanciata. Le ragioni che suggeriscono l’evoluzione in tal senso sono riassumibili in quattro punti

  • molti merchant ‘pure digital’ stanno adottando soluzioni per il ritiro dei prodotti acquistati online (uffici postali, pick & pay, lockers)
  • cresce il numero di retailer tradizionali che predispongono servizi di acquisto multi-canale, con ordine online e ritiro / pagamento nei punti vendita
  • la spinta degli acquirenti all’uso del contante: la scelta verso il ritiro è influenzata dal desiderio / necessità di saldare l’acquisto in contanti. I risultati di Net Retail mostrano che la richiesta di utilizzo del contante è decisamente forte negli acquisti online di prodotti, in particolare in quella fascia di nuovi acquirenti online meno a loro agio con i sistemi di pagamento elettronici
  • la quota molto limitata di acquirenti online che dispone di un servizio di portineria (11,2% del totale) alimenta un segmento di individui non particolarmente soddisfatti dalla consegna (perché spesso non si trovano a casa e sono senza il servizio di portineria). Si tratta di acquirenti online che preferirebbero un servizio di ritiro comodo (ovvero: capillarmente diffuso sul territorio) e presidiato (per maggior confidenza, pagamento e reso immediato), oppure la consegna su appuntamento. La stima indica che a questo segmento appartiene una quota compresa tra il 5 e il 10% di acquirenti online, quasi un milione di persone

L’arricchimento dell’offerta di consegna consentirà di convincere molti acquirenti sporadici, o non ancora acquirenti, ad aumentare la frequenza di acquisto e dare ulteriore impulso alla crescita del Net Retail.

100 milioni di nuove esperienze

Negli ultimi sei mesi, tre acquirenti online su quattro (75,4%) hanno comprato in Rete utilizzando esclusivamente il canale Web. Una quota crescente ha fatto esperienza di acquisto online usando le App su dispositivi mobili: si sta affermando una nuova modalità di acquisto a distanza, sempre online ma non sul Web, bensì via App. Nel giro di tre mesi la quota di acquirenti da App sul totale degli acquirenti online è passata dal 20% al 23%.

20141103_App

Tra i quasi 16 milioni di acquirenti online degli ultimi tre mesi si rileva che il 18% ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando un’App su Smartphone e l’11% almeno un acquisto utilizzando un’App su Tablet (il 6% su entrambi i dispositivi). Si tratta di un segmento di consumatori molto interessanti da rilevare, composto da acquirenti che acquistano con importi medi più elevati e con frequenza maggiore della media. Lo smartphone si presenta, quindi, come cerniera di connessione dei due mondi ed è a tutti gli effetti il vero nuovo luogo di acquisto, indipendentemente dalla compresenza o meno di acquirente e merchant.

La terza rilevazione del 2014 conferma la crescita dei volumi stimata a inizio anno, stabile intorno al 25% rispetto al 2013, che dovrebbe portare il 2014 a chiudersi con 18 miliardi di euro di valore e 200 milioni di atti d’acquisto online.

 

Gli autori dell’ultima edizione della ricerca (disponibile gratuitamente previa registrazione sul sito di Human Highway) mettono in risalto quattro evidenze dei risultati:

20141103_P1anche se i canali di contatto sono diversi, e continuano ad aumentare, l’esperienza di acquisto rimane una sola agli occhi di chi la compie. Il modello organizzativo segue talvolta la stessa frammentazione dei processi in funzione del canale (fisico, Web / App, Social etc.) e dei relativi sistemi di contatto e customer care. La sfida, in particolare per i retailer tradizionali, è rispondere all’unica esperienza del consumatore finale, che ritiene di parlare sempre con lo stesso brand e interagire con lo stesso merchant, indipendentemente dai modi in cui ciò avviene;

 

20141103_P10la percentuale di acquisti online di prodotti fisici saldati in contanti alla consegna. Gli italiani sono affezionati al contante e nonostante le alternative elettroniche, semplici e sicure, il pagamento cash rimane la scelta preferenziale di molti acquirenti online di prodotti fisici. Non è solo questione di percezione di sicurezza e disponibilità delle Carte: in Italia circola molto contante e deve necessariamente essere utilizzato, anche per gli acquisti online. Spesso l’utilizzo del contante si accompagna al ritiro del prodotto in un punto vendita (nel 27% dei casi), meno spesso (nel 6% dei casi) alla consegna a domicilio. Si paga al ritiro, come è sempre stato;

 

20141103_P100Milioni di nuove esperienze di acquisto online saranno prodotte nel 2014, su siti Web o con App che gli acquirenti non avevano mai utilizzato in precedenza. La dinamica esplosiva del fenomeno produce la conseguenza che in metà dei casi l’esperienza di acquisto in Rete è una “prima volta”.
L’acquisto online, anche quando riguarda i prodotti, è sempre generato dalla richiesta di un servizio. Gli acquirenti chiedono di venire in possesso di un bene attraverso un servizio di acquisto a distanza. I merchant, soprattutto i nuovi entranti, non possono sbagliare perché la prima impressione è quella che conta: la soddisfazione dei loro acquirenti genera fiducia e aumenta la probabilità di riacquisto e il passaparola positivo;

 

20141103_P1000Nuovi merchant censiti dalla ricerca negli ultimi sei mesi. La notorietà e la prassi di acquisto abituale si concentra su pochi merchant ma la coda lunga di servizi e prodotti di nicchia, locali, settoriali, talvolta artigianali è sempre più lunga e alimenta una quota consistente del Net Retail. Il risultato dell’evoluzione in atto è la diluizione della concentrazione in molte categorie di prodotti, in particolare l’elettronica, gli elettrodomestici, l’abbigliamento e i giocattoli.

 

20141103_01L’indagine Net Retail

Net Retail è una ricerca promossa da Netcomm con il supporto di QVC, Banzai e Gruppo Poste Italiane.
La ricerca è stata condotta da Human Highway, sul proprio panel online (OpLine.it) dal 25 settembre all’8 ottobre 2014. Sono stati contattati via eMail 6.324 individui e hanno risposto al questionario in 3.438. 444 casi sono stati scartati a causa della scarsa qualità delle risposte e della dubbia identità dei rispondenti. Il campione è formato da uomini e donne maggiorenni e residenti su tutto il territorio nazionale, rappresentativi della popolazione italiana che si connette alla Rete con regolarità almeno una volta alla settimana. L’universo d’indagine così definito si compone di 30,5 milioni di individui. Il campione è stato ponderato secondo quote di sesso per età, zona geografica di residenza, intensità di fruizione di Internet, frequenza di acquisto online ed esposizione ai principali mezzi di comunicazione (TV, nelle diverse forme, e quotidiani cartacei), volumi degli acquisti online.

 

Evoluzione dell’informazione online

La ricerca di Banzai Media e Human Highway è giunta quest’anno alla sesta edizione. L’analisi si svolge dal 2009 ogni anno all’inizio dell’estate per seguire i cambiamenti prodotti dalle nuove tecnologie e dai nuovi stili di ricerca, consumo e partecipazione dei contenuti d’informazione.

Le tre direttrici evolutive sono individuate [1] nell’accesso mobile ai contenuti, [2] nella progressiva differenziazione tra prodotti editoriali a pagamento e prodotti gratuiti e [3] nella relazione sempre più stretta tra i siti d’informazione e i Social Networks.

 

[1] L’accesso mobile alla Rete e ai contenuti d’informazione

La quota di utenti Internet che s’informa abitualmente via App su dispositivi mobili ha raggiunto il 20,4% del totale, circa 6 milioni di individui. L’insieme dei lettori di notizie via device mobile è in buona parte sovrapposto ai lettori dei quotidiani online. La quota di non lettori d’informazione di attualità raggiunge il minimo delle rilevazioni degli ultimi cinque anni: l’online è un formidabile veicolo d’informazione.

Penetrazione di tre diversi segmenti di lettori di informazione di attualità all’interno dell’utenza Internet italiana

Il segmento dei fruitori abituali d’informazione online (Web, mobile/App) sale nel 2014 al 48,7% degli utenti Internet maggiorenni, cioè 14 milioni di individui. La dimensione del segmento ha subito una forte accelerazione dal 2012 in conseguenza della diffusione dei device mobili e dell’aumento della frequenza di utilizzo dei servizi online in genere. Le tre famiglie di device per accedere alla Rete sono ampiamente diffuse nell’utenza Internet italiana. Il segmento di chi utilizza solo il Personal  Computer è ormai minoritario (37,4%) e gli utenti abituali di Smartphone superano la metà della popolazione online.

Analisi di sovrapposizione di tre segmenti di utenti Internet definiti sulla base dei dispositivi abitualmente utilizzati per accedere ai servizi online

Analisi di sovrapposizione di tre segmenti di utenti Internet definiti sulla base dei dispositivi abitualmente utilizzati per accedere ai servizi online

La crescita degli utenti in mobilità produce l’effetto della moltiplicazione dei device abitualmente utilizzati per accedere a Internet: si passa dagli 1,9 medi del 2011 ai 2,2 device medi per utente del 2013 fino ai 2,5 del 2014. Più device significa più consumo di servizi online, in particolare messaggistica, social network e lettura di news

Gli utenti Internet in mobilità (su Smartphone e/o Tablet) raggiungono i 19 milioni, in crescita del 29% rispetto ai 14,7 milioni di un anno fa. La grande maggioranza (95%) di chi utilizza dispositivi mobili per accedere alla Rete dichiara di aver installato delle App e, tra coloro che utilizzano regolarmente App sui dispositivi mobili, il 70% dispone di un’App d’informazione: si tratta in definitiva di circa 11 milioni di individui, in crescita rispetto ai 7 milioni di un anno fa.

Identificazione dell'insieme dei lettori abituali d'informazione via App su dispositivi mobili

Identificazione dell’insieme dei lettori abituali d’informazione via App su dispositivi mobili

Dall’insieme degli utenti mobili si origina il segmento dei lettori  abituali di notizie online in mobilità tramite App:  sei milioni di individui che dichiarano di utilizzare le App d’informazione  almeno quattro volte alla settimana.

Chi ha fatto esperienza di lettura su tutti i formati non ha dubbi: la miglior esperienza di lettura non è quella che si ottiene dal prodotto cartaceo (il 38,5% preferisce l’App, il 15% la carta) . La quota di chi preferisce la carta è leggermente calante negli ultimi anni e perde progressivamente appeal la lettura di quotidiani online, sui siti Web.

 

[2] La diversificazione dei prodotti gratuiti e a pagamento

L’evoluzione dell’informazione online si può suddividere in tre fasi evolutive negli ultimi 18 anni:

  1. Prima fase, anni ’90: il formato Web è la replica digitale del prodotto cartaceo
  2. Seconda fase, nella prima metà anni 2000: stessi contenuti ma differenze crescenti nelle funzionalità e nella tempestività di aggiornamento tra carta e online
  3. Dal 2006 in poi due prodotti progressivamente divergenti: uno aperto, partecipativo e real-time per l’ambiente interattivo e uno chiuso, statico, per la lettura approfondita, anche offline

Il risultato è che oggi molti editori di derivazione cartacea offrono due prodotti editoriali digitali profondamente diversi:

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Quasi 1,2 milioni di individui dispongono di almeno un abbonamento a pagamento a un servizio d’informazione digitale. La stima che si può trarre da questo numero porta al numero di circa 1,8 milioni di abbonamenti attivi, una cifra coerente con i dati di ADS relativi alle digital edition di quotidiani, settimanali e mensili. La crescita è rallentata negli ultimi mesi e lascia intendere che non possa continuare al ritmo visto nel recente passato (raddoppio anno su anno). Per il prossimo anno si può stimare una crescita annuale vicina al 40%. Attraverso i tablet e le app l’industria dell’informazione di attualità sta finalmente ottenendo dei ricavi significativi. Nell’ultimo anno la diffusione dei principali quotidiani (perimetro di ADS) ha perso oltre 400mila copie cartacee e nello stesso periodo si sono aggiunti 187mila abbonamenti digitali (la cui gestione, però, è meno onerosa della carta).

20140910_5La penetrazione dei tablet è ancora limitata a un utente su tre (era uno su cinque solo un anno fa) ma da qui a tre anni cresceranno a due su tre e i potenziali lettori di Digital Edition raddoppieranno rispetto a oggi. Tuttavia, mentre la crescita della diffusione dei tablet rimane sostenuta, la crescita di abbonamenti digitali sta già rallentando. Il segnale indica che il segmento dei fruitori di informazione in formato ‘’digital edition’’ è stato velocemente saturato e l’acquisizione di nuovi lettori sarà più difficile in futuro.

Per questo motivo gli editori sono oggi alla ricerca di una maggiore diversificazione delle fonti di ricavo, oltre il binomio abbonamento/pubblicità applicato da un centinaio di anni.

 

[3] L’attività di condivisione delle notizie sui Social

Migliaia di condivisioni per giorno degli articoli rilevati sull'homepage di una quarantina di testate d'informazione online italiane. Gli articoli individuati e misurati ogni giorno sono circa 2.500

Migliaia di condivisioni per giorno degli articoli rilevati sull’homepage di una quarantina di testate d’informazione online italiane. Gli articoli individuati e misurati ogni giorno sono circa 2.500

L’andamento del numero di condivisioni degli articoli rilevati su quaranta testate d’informazione di attualità mostra un trend di crescita costante e sostenuto: negli ultimi 38 mesi il numero di condivisioni degli articoli sui tre social network è aumentato del 400%, passando dalle 100mila medie di fine 2011 alle 500mila medie della primavera 2014.

Il numero medio di condivisioni per articolo (amplifying power) mostra un trend in crescita del 200% negli ultimi 38 mesi. L’amplifying power cresce meno del numero di condivisioni mostrate nel grafico qui sopra perché nello stesso periodo è aumentato (più o meno raddoppiato) il numero di articoli prodotti dalle testate sotto osservazione. La media della primavera 2014 è di 232 condivisioni per singolo articolo pubblicato: il dato varia molto da testata e testata e dipende in modo significativo dal tema trattato.

Il grafico mette in evidenza la correlazione tra il traffico al sito web acquisito dai Social e il numero medio di condivisioni per articolo: all’aumentare dell’attività di condivisione aumenta il peso dei social come referral al sito Web dell’editore. La dimensione della bolla rappresenta il numero di visite medie giornaliere (il dato delle visite è fornito da SimilarWeb)

Relazione tra il traffico al sito Web acquisito dai Social e il numero medio di condivisioni per articolo: l’aumento delle condivisione si accompagna a un maggior peso dei social come referral al sito Web dell’editore. La dimensione della bolla rappresenta il numero di visite medie giornaliere (il dato delle visite è fornito da SimilarWeb)

La correlazione tra il numero medio di condivisioni per articolo e la quota di traffico al sito proveniente dai Social Network è evidente. Le 40 testate presenti nel grafico mostrato qui a destra sviluppano circa 11 milioni di visite per giorno (dati SimilarWeb, mese di Giugno 2014), il 20% delle quali si stimano arrivino dai Social Network (nella stragrande maggioranza dal solo Facebook): 2,2 milioni di visite sono quindi prodotte dalle 500mila condivisioni quotidiane degli articoli delle stesse testate.

Ogni condivisione vale 4,4 visite social-driven: la condivisione genera un numero maggiore di occasioni d’incontro tra i lettori e il contenuto della testata. Chi condivide stimola la lettura e, talvolta, genera la visita di follower, amici e fan sulle pagine del sito Web della testata.

I siti d’informazione sono quindi definitivamente pluggati nei social. Dai social (leggi: Facebook) dipende una quota consistente del loro traffico Web, sul quale si basano i ricavi pubblicitari. La dittatura dell’audience ha disegnato prodotti editoriali in cui lo stile e l’agenda sono influenzati dalla ricerca della massimizzazione dei volumi di consumo. La dinamica della condivisione sociale spinge ulteriormente in questa direzione. Molti prodotti Web e gratuiti dei quotidiani cartacei e dei nuovi editori pure digital si sono trasformati in tabloid d’intrattenimento.

’L’ha detto la Televisione!’: la prima fonte di conoscenza della notizia rimane la televisione, con grande vantaggio rispetto agli altri mezzi, su valori stabilmente compresi tra il 40 e il 50% delle rilevazioni negli ultimi quattro anni
’L’ho letto su Facebook!’: l’impatto di Facebook come fonte di prima informazione sale dal 5% degli utenti Internet nel 2011 al 14% del 2014.

La versione completa dell’indagine è disponibile sul canale di Human Highway su SlideShare.

Net Retail – Q2 2014

Sono oltre 21 milioni gli italiani che almeno una volta nella vita hanno comprato online un bene o un servizio e oltre 16 milioni quelli che hanno effettuato almeno un atto d’acquisto negli ultimi 3 mesi.
Gli acquirenti online abituali sono diventati 10 milioni a maggio 2014 e sono aumentati del 26% nell’ultimo anno. Il totale degli atti di acquisto online originati da acquirenti italiani è di oltre 100 milioni di operazioni nell’ultimo semestre, il 26% in più rispetto allo stesso periodo del 2013, con la proiezione di superare le 200 milioni di operazioni nell’intero 2014.

Valore del Net Retail per tipologie di prodotti e servizi (I semestre 2014)

Valore del Net Retail per tipologie di prodotti e servizi (I semestre 2014)

ll 56% dei beni acquistati è stato un prodotto fisico, mentre il restante 44% un servizio o un bene digitale. Ma la vera evoluzione in atto è la costante e progressiva accelerazione della dinamica di espansione degli acquisti online da parte degli italiani al punto che aumenta il peso del comparto turistico dal 25% del Net Retail di marzo al 34% di giugno. Sono questi alcuni dei dati presenti nella seconda rilevazione trimestrale di fine maggio intitolata “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Human Highway in collaborazione con NetComm e in partnership con Banzai, Postecom e QVC.

Il panorama descritto nell’indagine di giugno è molto diverso da quello analizzato tre mesi fa e presentato nella prima wave della ricerca.
L’inizio dell’estate si accompagna a un forte interesse verso le categorie di viaggi e turismo: cresce la platea degli acquirenti dei servizi turistici insieme alla spesa media per acquirente. La combinazione di queste due voci aumenta il peso del comparto dal 25% del Net Retail di marzo al 34% di giugno. E, sempre secondo la ricerca, l’online influenza in modo profondo circa un acquisto tradizionale ogni quattro, in leggero calo dal 26,2% di marzo al 24,0% di giugno, con i prodotti turistici in controtendenza, dal 29,6% al 32,7%. Un acquisto tradizionale di viaggi e turismo su tre è influenzato in modo decisivo da almeno un touch point dell’online (siti dei fornitori, comparatori, social reviews, riviste sul Web etc.).

Tra i risultati della ricerca si evidenzia come il punto vendita tradizionale lavora per facilitare l’acquisto online mentre altre volte è il contrario, in una continua circolazione tra on e offline. L’evoluzione in atto sembra indicare un percorso al termine del quale ci sarà una completa ibridazione dei due mondi, una situazione di neutralità dei canali rispetto al percorso di informazione e di acquisto. E’ proprio questo il Net Retail, il salto evolutivo del vecchio eCommerce.

Net Retail – Q1 2014

Net Retail è una ricerca trimestrale presentata per la prima volta all’eCommerce Forum di NetComm del 20 maggio 2014, condotta su un campione di 3.000 italiani in larga parte acquirenti online. Il lavoro è promosso da NetComm ed è sostenuto da tre sponsor: Banzai, Postecom e QVC. Il documento è disponibile per il download in formato PDF a seguito di login con LinkedIn.

Nel corso del rapporto si racconta di una nuova modalità di distribuzione di prodotti e servizi abilitata dall’interconnessione sulla rete Internet di diversi soggetti che si occupano ciascuno di una parte dell’intero processo di vendita. Il Net Retail, nel suo insieme, consente alle persone di individuare, ordinare, pagare ed entrare in possesso dei prodotti acquistati a distanza.

Lo spostamento di una piccola parte dei consumi, dal vecchio Retail al Net Retail, ha generato l’enorme tsunami a cui oggi ci riferiamo parlando di ‘‘eCommerce’‘. I 14 miliardi di euro di acquisti che si sono spostati dal canale tradizionale all’online rappresentano solo due punti per cento delle vendite al dettaglio italiane. L’evoluzione è stata sin qui tranquilla e senza salti: un piccolo travaso da un canale all’altro. Un’evoluzione, appunto, non una rivoluzione.

Cosa intendiamo quindi quando parliamo di una rivoluzione in arrivo? Pensiamo a un modo radicalmente nuovo in cui le cose potranno succedere.

Net_Retail_Dashboard

Molti elementi del Nuovo Retail sono già pronti o in fase di test ma non sono ancora interconnessi, si occupano solo di una nicchia di servizi o di una parte del processo. E’ già possibile pagare il biglietto di un mezzo pubblico con un’app, essere riconosciuti (nel senso della profilazione) entrando in un negozio fisico dopo aver frequentato il relativo sito Web, ricevere dalla TV un coupon digitale sullo smartphone da spendere in un punto vendita fisico, prenotare un test drive passando accanto a un cartellone pubblicitario in metrò o provarsi un vestito inesistente davanti al monitor di un negozio per averlo tre giorno dopo a casa, fatto su misura. Quando questi componenti saranno disponibili su vasta scala e formeranno un unico sistema integrato vedremo l’emergere del Net Retail non più come evoluzione dell’eCommerce ma come rivoluzione del vecchio modo di individuare, scegliere e acquistare i prodotti.

Allora il fenomeno potrà crescere di un ordine di grandezza e diventare la prassi abituale di acquisto della maggioranza delle persone.

Buona lettura

Dall’eCommerce al Net Retail

La nona edizione del NetComm eCommerce Forum, che si tiene martedì 20 maggio 2014, sarà l’occasione per discutere i risultati della nuova ricerca “Net Retail” realizzata da Human Highway per NetComm grazie al sostegno di Banzai, Postecom e QVC.

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La ricerca analizza l’evoluzione e le dinamiche del Net Retail, cioè di una modalità di distribuzione di prodotti e servizi abilitata dall’interconnessione sulla rete Internet di diversi soggetti che si occupano ciascuno di una parte dell’intero processo di vendita.
Il Net Retail, nel suo insieme, consente alle persone di individuare, ordinare, pagare ed entrare in possesso dei prodotti acquistati a distanza.

Lo spostamento di una piccola parte dei consumi, dal vecchio Retail al Net Retail, ha generato l’enorme tsunami a cui oggi ci riferiamo quando parliamo di “eCommerce’’. I 14 miliardi di euro di acquisti che si sono spostati dal canale tradizionale all’online rappresentano solo due punti per cento delle vendite al dettaglio italiane. L’evoluzione è stata sin qui tranquilla e senza salti: un piccolo travaso da un canale all’altro.
Ciò che ci aspetta è qualcosa di più grande, una rivoluzione segnata da una trasformazione più profonda del modo di acquistare: il Net Retail diventerà la prassi abituale di acquisto della maggioranza delle persone in molte categorie di prodotti.